Fà abbastanza ridere passare dal trailer alla recensione in quattro giorni, ma grazie alla magia di Netflix che ha rimosso l’inutile attesa settimanale tra un episodio e l’altro, un buon anzi un ottimo contenuto si può divorare senza remore ne attese in pochissime ore.
Si, perchè La caduta della casa degli Usher è veramente una serie televisiva pazzesca. dovreste fidarvi e smettere di leggere ed andare a vederla subito.
Ne parlavamo in occasione della recensione di Reptile di quanto Netflix non ne stia sbagliando una negli ultimi mesi e che tutti e dico tutti i contenuti prodotti o finanziati da mamma Netflix stanno veramente over-performando.
La caduta della casa degli Usher racchiude tutti gli elementi che Netflix è solita inserire randomicamente nei suoi prodotti, qui tutti uniti formano un prodotto difficilmente eguagliabile. Attenzione, ci sono tanti elementi pazzeschi e anche le solite storture che mi fan storcere il naso, come ad esempio “adattare” un racconto dell 1800 inserendo mitragliate di tematiche queer per renderlo più vendibile e non venite a dirmi che gliene frega un cazzo a Netflix dei diritti della comunità gay, oddio finchè vende forse…
Tralasciando questa forzatura, che normalmente mi avrebbe fatto chiudere in anticipo la serie, ci sono talmente tanti aspetti positivi che giuro non so da dove iniziare. vabè trama!
Trama
L’amministratore delegato di un’azienda farmaceutica corrotta affronta il proprio discutibile passato quando i suoi figli iniziano a morire nei modi più misteriosi e brutali.
Recensione
I nostri amici di Wikipedia son stati particolarmente stringati ma chi ha scritto questa riga, ha sicuramente il dono del riassunto (non come me!) andrebbe solo giustamente rimpolpato con l’informazione che tutta la serie prende spunto dai racconti di Edgar Allan Poe e anzi, ogni episodio si basa su una delle sue novelle/racconti.
Da mezzo analfabeta quale sono ci ho messo qualche puntata prima di iniziare a cogliere i riferimenti e a farmi la domanda: possibile che tutti questi eventi siano racchiusi nel racconto La caduta della casa degli Usher? Il cuore rivelatore, il gatto nero o il corvo.. insomma tant’è che mi son messo a lurkare online per capirci effettivamente qualcosa a tal proposito ed ecco quindi che dell’opera originale mantiene giusto il titolo la struttura narrativa, tutto il resto è un mix tra i racconti e… crudissima realtà!
Si La caduta della casa degli Usher è un’opera di denuncia di uno dei fenomeni più gravi negli ultimi vent’anni, l’uso e l’abuso degli oppioidi e relativa commercializzazione negli Stati Uniti prima e nel mondo poi da parte di una casa Farmaceutica guidata da una famiglia di figli di puttana di prim’ordine che la monsanto in confronto sono dei giovani pastorelli. Se non sapete di che cazzo sto parlando perchè vivete sulla luna o semplicemente ne volete sapere di più andate subito a vedervi Painkiller e poi capirete che quelli che chiamate complottisti forse forse potrebbero aver ragione.
Detto che il core è tutto a gettare merda contro la Purdue pharma ben imbastito sui racconti dell’orrore di Poe, tutto il resto è semplicemente fantastico, non c’è un aspetto nella regia sbagliato, dalla gestione dei dialoghi (che a volte riprendono l’opera originaria e relativi racconti) alle pause, dalle inquadrature alle ambientazioni e tutto curato e gestito armoniosamente. Se sai cosa c’è dietro godi come un pazzo, se non ne sai nulla e ti approcci alla serie da “ignorante” è comunque pazzesca. per quanto, come ripeto come un pappagallo, (anzi un corvo!), ogni episodio riprende dai celebri racconti, sono stati talmente bene adattati ai nostri tempi che scorrono fluidi, senza morbosa lentezza ma con cura di ogni singolo dettaglio.
Ultimo bacio al cast, perfetto, un mix di stelle da capogiro (Mark Hamill, Zack Gilford e Marie Mcdonnell etc.) con un gruppetto di giovani leve cazzute (Willa Fitzgerald,Rahul Kohli etc.) ognuna al posto giusto ed ognuno ha fornito una recitazione perfetta. sul Trono il terzetto di vecchie Glorie, Mark Hamill che fà l’avvocato tutto fare della Famiglia Usher forse è il ruolo meglio riuscito di tutta la sua carriera ( non tantissimi alti in realtà).
Un mix di odio rabbia desolazione tutto strutturato su un tema di attualità potentissimo che non può lasciare indifferente chi guarda. Un patto con la morte dolce amaro che ci restituisce una visione del nostro orribile mondo più romantica e cinica.
Mai più, Mai più!


