Generalmente quando mi capitano queste bombe tra le mani da vedere son gasatissimo, e devo dire che anche a sto giro, ero decisamente incuriosito da “Everything Everywhere All at Once”. Titolo passato inosservato fino alla notte degli Oscar dove si è presentato con 11 nominations e ha portato a casa ben 7 statuine placcate oro tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice protagonista!
TRAMA
Evelyn Quan Wang è un’immigrata cinese trapiantata negli Stati Uniti d’America che gestisce una lavanderia a gettoni insieme al marito Waymond. La tensione familiare è alta: la lavanderia a gettoni è tenuta sotto controllo dall’IRS, Waymond sta cercando di presentare a Evelyn le carte di divorzio, l’esigente padre di Evelyn, Gong Gong,[1] è appena arrivato da Hong Kong e la figlia di Evelyn, Joy, cerca di convincere la madre ad accettare la sua ragazza Becky…. e da qui il delirio!!
RECENSIONE
Ho tagliato bruscamente il mio copia incolla della trama da wikipedia per 2 motivi, uno perchè i gentili utenti di wiki tendono a confondere trama con sinossi e spoilerano pure il finale senza vergogna e il secondo motivo perchè raccontare testualmente questo film rendendogli giustizia non è fisicamente possibile.
In EEAO si parla di multiverso e noi tutti ormai siamo abituati al multiverso educato e politicamente corretto in stile Marvel quindi il primo riferimento che ci viene in mente parlando di multiverso è quello. Niente di più sbagliato; il multiverso di EEAO è brutto/bello, osceno assurdo e da malati mentali. e questo mi piace veramente tantissimo. Si passa da un universo parallelo dove tutti hanno dita a forma di wurstel ad uno in cui uno chef è guidato da un procione in stile Ratatouille della Disney ( quanto mi ha fatto volare che hanno messo la stessa voce di Rocket dei Guardiani della Galassia al procione?? GENI!!) ad uno dove i personaggi son dei sassi etcetc. insomma un bel carico di follia.
Ma il palmares per l’assurdità in questo film lo vince il sistema con cui ci si può spostare/collegare agli altri multiversi, in pratica facendo “cose” che normalmente son ritenute illogiche o fuori di testa. Qui i registi Daniels ( un solido collettivo di pazzi scriteriati) hanno dato il loro meglio: dal balletto scemo, passando da leccare dei muri fino a doversi infilare un dildo gigante nel culo saltandoci sopra.. e vi ho giusto elencati 3 a caso, ma nel film ne avrò visti quasi centinaia di queste assurdità. BELLISSIMO!
Uscendo da queste meccaniche ed espedienti, il concetto di base del film è qualcosa di già visto e rivisto e a mio avviso non cosi eccezionalmente diretto.
L’amore è il “trait d’union” che lega tutti gli universi, questo è il succo, vi cito giusto 2 film, anzi capolavori che si basano su questo: Interstellar e Cloud Atlas.. mò anche basta! anche perchè in tutto il fandango della prima parte del film, dove ci raccontano la vita e situazione della protagonista ( Michelle Yeo ) non traspare una sua effettiva problematica affettiva, mi spiego: si, si vede il marito che vuole il divorzio, si, litiga con la figlia ma sembrano comunque tutti innamorati pazzi tra di loro e proprio mi è mancata questa lettura che mi ha reso il resto del film un pò meno godibile. il marito troppo macchietta, la figlia troppo innamorata della madre, manca forse un pò di sottotesto drammatico per rendere il film credibile. spassoso a tratti ma non credibile e non ti tiene attaccato allo schermo.
A dirla tutta ci ho messo 3 notturne per vederlo perchè gli intermezzi tra un assurdità all altra hanno avuto su di me un particolare effetto soporifero e alla lunga anche l’assurdo e i combattimenti hanno iniziato a perdere un pò di valore ai miei occhi.
Non mi sento di bocciarlo perchè è talmente controtendenza rispetto al mondo cinematografico odierno che merita solo per questo una sufficienza piena, aggiungo poi un punto in più per l’originalità.


